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Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
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IX. Mauthausen, cittá ermetica

E' il titolo d’un libro, d'una delle tante pubblicazioni che ritraggono i “campi della morte”
Narrazione raccapricciante! Basta leggere poche pagine per avere, mentre il singhiozzo ti serra la gola, la rappresentazione orrenda del più raffinato dei supplizi.

Mauthausen. Nome infernale d'una città tenebrosa, fatta di fango e di legno, di sangue e di gemiti, di disperazione e di morte.
Mauthausen! Vergogna, obbrobrio della età nostra; marchio d'infamia, indelebile nel tempo, sul popolo tedesco, sulla razza barbara, miserabile, felina, che sa e può, nel cuore della Europa, inventare tormenti da “Giardino dei Supplizi”.
Mauthausen! Grido di guerra, fatto d’odio e di vendetta pei posteri, per quei che dovranno cancellare l'onta da noi subita e riscattare la memoria della più pura. gioventù italica, orrendamente macellata!

Scrive Aldo Bizzari (O. E. T. Roma 1946) del campo di Mauthausen: “In quel campo le costrizioni, le persecuzioni, le torture, gli stermini sono figure dell’0ttirno. Non si ha coscienza di offendere irreparabilmente l’Umanità, perché ci si nutre di disumano”.

Il Martire, in quell''orrendo luogo, occupava una nicchia del blocco C.
Svegliati, sul far dell’alba, a colpi di scudiscio, i prigionieri, mal coperti dalle loro casacche bianche e celesti, venivano avviati al lavori. La più lieve infrazione alla disciplina importava le seguenti punizioni: viti che bucavano l' osso della caviglia, grattugia sulla spina dorsale, alcool sulle lacerazioni così prodotte, chiodi roventi nelle unghie dei piedi ecc.

Ogni venti persone, un chilo di pane al giorno! I patimenti ischeletrivano ed eliminavano le differenze d'età. Tutti avevano la stessa età: smunti, rugosi, cadenti.

V’era il bagno: una camera a gas, che dava la morte. I prigionieri erano colà cacciati coi
calci dei fucili; poi sì serrava la porta. I gas venefici facevano il rimanente",

Dalla camera a gas, si passava al forno crematorio, in attività perenne, come nell' inferno dantesco. Orribili piaghe, causate dalla mancanza di vitamine, corrodevano gli arti inferiori dei reclusi.

Quando il male costringeva il paziente ad abbandonare il lavoro, egli veniva trasportato nella cosiddetta infermeria, ove medici polacchi praticavano iniezioni di benzina ed altre sostanze venefiche che uccidevano. Altre volte i malati venivano affogati nelle tinozze. Eschilo, Shakespeare, Aifieri… La letteratura tragica di tutti ì tempi non ha mai rappresentato scene cosi orrende.

Basta così. Non voglio, non posso più dire. Mio giovane, intrepido fratello, tu pure cosi chiudesti la tua vita ardimentosa! Sei tu morto? No. Ti aspetterò sempre, qui, nella tua città, che ti fu cara e che ti ama. Tu tornerai, in frotta coi nostri martiri c coi nostri eroi, per dire al ”Popolo dei Morti” che l'ora delle cento viltà è retaggio d'un triste passato.

Risorse

Documenti

Foto e racconti da Mauthausen

Link

http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Holocaust/mauthpictoc.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Mauthausen-Gusen
http://en.wikipedia.org/wiki/Mauthausen-Gusen_concentration_camp

 


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