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IX. Mauthausen, cittá ermetica
E' il titolo d’un libro, d'una delle tante pubblicazioni che
ritraggono i “campi della morte”
Narrazione raccapricciante! Basta leggere poche pagine per
avere, mentre il singhiozzo ti serra la gola, la
rappresentazione orrenda del più raffinato dei supplizi.
Mauthausen. Nome infernale d'una città tenebrosa, fatta di fango
e di legno, di sangue e di gemiti, di disperazione e di morte.
Mauthausen! Vergogna, obbrobrio della età nostra; marchio
d'infamia, indelebile nel tempo, sul popolo tedesco, sulla razza
barbara, miserabile, felina, che sa e può, nel cuore della
Europa, inventare tormenti da “Giardino dei Supplizi”.
Mauthausen! Grido di guerra, fatto d’odio e di vendetta pei
posteri, per quei che dovranno cancellare l'onta da noi subita e
riscattare la memoria della più pura. gioventù italica,
orrendamente macellata!
Scrive Aldo Bizzari (O. E. T. Roma 1946) del campo di
Mauthausen: “In quel campo le costrizioni, le persecuzioni, le
torture, gli stermini sono figure dell’0ttirno. Non si ha
coscienza di offendere irreparabilmente l’Umanità, perché ci si
nutre di disumano”.
Il Martire, in quell''orrendo luogo, occupava una nicchia del
blocco C.
Svegliati, sul far dell’alba, a colpi di scudiscio, i
prigionieri, mal coperti dalle loro casacche bianche e celesti,
venivano avviati al lavori. La più lieve infrazione alla
disciplina importava le seguenti punizioni: viti che bucavano l'
osso della caviglia, grattugia sulla spina dorsale, alcool sulle
lacerazioni così prodotte, chiodi roventi nelle unghie dei piedi
ecc.
Ogni venti persone, un chilo di pane al giorno! I patimenti
ischeletrivano ed eliminavano le differenze d'età. Tutti avevano
la stessa età: smunti, rugosi, cadenti.
V’era il bagno: una camera a gas, che dava la morte. I
prigionieri erano colà cacciati coi
calci dei fucili; poi sì serrava la porta. I gas venefici
facevano il rimanente",
Dalla camera a gas, si passava al forno crematorio, in attività
perenne, come nell' inferno dantesco. Orribili piaghe, causate
dalla mancanza di vitamine, corrodevano gli arti inferiori dei
reclusi.
Quando il male costringeva il paziente ad abbandonare il lavoro,
egli veniva trasportato nella cosiddetta infermeria, ove medici
polacchi praticavano iniezioni di benzina ed altre sostanze
venefiche che uccidevano. Altre volte i malati venivano affogati
nelle tinozze. Eschilo, Shakespeare, Aifieri… La letteratura
tragica di tutti ì tempi non ha mai rappresentato scene cosi
orrende.
Basta così. Non voglio, non posso più dire. Mio giovane,
intrepido fratello, tu pure cosi chiudesti la tua vita
ardimentosa! Sei tu morto? No. Ti aspetterò sempre, qui, nella
tua città, che ti fu cara e che ti ama. Tu tornerai, in frotta
coi nostri martiri c coi nostri eroi, per dire al ”Popolo dei
Morti” che l'ora delle cento viltà è retaggio d'un triste
passato. Risorse
Documenti
Foto e racconti da Mauthausen
Link
http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Holocaust/mauthpictoc.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Mauthausen-Gusen
http://en.wikipedia.org/wiki/Mauthausen-Gusen_concentration_camp |