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Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
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VI. Ramingando

L'8 settembre 1943 Mario Martire era di stanza a Cameri [Milano Novara) ove da circa un mese era addetto al|'addestramento della sua squadriglia su di un nuovo tipo di aerosilurante veloce, di fabbricazione francese, A tal fine, egli spesso si recava a Portet sur Garonne (Hte. Gne) per il prelievo delle macchine.

L’8 settembre lo colse, cosi, alla sprovvista, in Milano.
Recatosi all'aeroporto, nella confusione generale, per ricevere ordini, trovò il Comandante di stormo (un colonnello di cui taccio il nome) nel suo ufficio, con la testa piegata sul tavolo, come se dormisse. Un rivolo di sangue gli solcava la gola L'infelice si era suicidato; pagando,cosi, le sue deplorevoli negligenze.

Poca benzina era nel campo Non una sola misura era stata presa. Che fare? Riuniti attorno a se gli ufficiali presenti e gli avieri sbandati, il Martire espose loro la situazione. Tutti erano incerti sul da farsi.

D’un subito i tedeschi invasero il campo. Tenace, temeraria fu la resistenza, Si sparò alla spicciolata, dalle palazzine, dal prato, dagli apparecchi, usando le armi di bordo Poi i nostri, soverchiati dal numero, si diedero alla fuga, disperdendosi a piccoli gruppi.

Molti presero la via dei monti: altri si rifugiarono presso famiglie amiche, ove si nascosero per sottrarsi alla caccia spietata delle S. S. e dei fascisti delatori: altri varcarono il confine svizzero, dopo molte peregrinazioni.

Dopo di aver molto ramingato sui monti della Lombardia e del Veneto, incalzato dai primi freddi e dai rastrellamenti del nemico, Mario Martire toccava Venezia, ove nella casa ospitale della sorella e del cognato si sentì finalmente al sicuro.

Costretto a celare la propria identità, assunse le generalità di un meccanico, presso una ditta del luogo.

Avrebbe potuto attendere la fine delle ostilità, nel suo comodo rifugio, come fecero tanti altri giovani, non esclusi coloro che poi, ad avvenuto crollo del nazismo, sbucarono dai nascondigli per assumere sfacciatamente il ruolo del partigiano eroico Molti fascisti si sono fatta, per tale via, una verginità politica, agli occhi dei gonzi e dei loro protettori in mala fede Altri hanno conservato, in tal modo, privilegi personali e familiari, Altri ancora hanno ottenuto cariche e prebende.


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