Logo dei Martire
Stemmi della Famiglia Martire
Martire in Italiano  Spagnolo  Inglese

Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
Torna all'indice

 

V. Il crollo del Fascismo

La vasta tragedia volge all'epilogo, Siamo all’8 settembre 1943, al funesto giorno in cui un armistizio attuato per staccare la monarchia dalle responsabilità del fascismo, apriva le porte alla doppia invasione della Penisola.

Non farò la narrazione delle fasi dell'accordo di Malta. Non dirò della perfidia angloamericana verso di noi. Non dirò delle promesse mancate e delle speranze deluse.

Tutto questo appartiene alla Storia, e sarà degnamente reso da coloro che scriveranno la Storia. Qui voglio soltanto esprimere pochi concetti, frutto di esperienza personale.

Dirò, per cominciare, che il 25 luglio 1943 (caduta del fascismo) maturò per forza d'eventi, più che per volontà di uomini. Gli alleati erano da tre mesi in Sicilia e muovevano verso lo stretto di Messina, gli attacchi aerei avevano smantellato le difese costiere, le ferrovie erano distrutte, i porti erano un cumulo di rovine, le città industriali erano martellate giornalmente, lo scontento dilagava, il fascismo era impotente a fronteggiare la bufera.

Fu allora che la "congiura di palazzo", capeggiata dal monarca e da Badoglio, rovesciò la situazione politica in poche ore, con mossa ardita. Poi, eliminato Mussolini, si diede inizio al salvataggio monarchico. Come? Con la resa agli alleati, a condizione che fosse, fino a guerra finita, riconosciuto come capo dello Stato il re sabaudo, Niente altro contava all' infuori di questa meta. Così furono abbandonati al loro destino migliaia e migliaia di giovani, i quali avevano preso le armi per ubbidire allo Stato.

Nulla fu tatto per salvare intere divisioni, che si sbandavano; nulla fu tentato per salvare i resti di quell’Aviazione che s'era dissanguata senza fiatare.

Eppure, sarebbe bastato diramare, qualche ora prima dell’8 settembre, l'ordine all'aviazione di porsi in salvo, per evitare l'annientamento! Cosi come, il 25 luglio, sarebbe bastato, invece di sprecare 45 giorni in patteggiamenti, far massa verso il Brennero, per ritardare, fino all'arrivo dei rinforzi alleati, la calata d quelle 20 divisioni tedesche che invasero l'Italia dopo l’8 settembre, mettendola a ferro e fuoco.

Quel che poi avvenne è a tutti noto. I tedeschi, sgombrata la Calabria, organizzarono la
prima linea difensiva lungo il Volturno; mentre il re, da Brindisi, costituiva quel secondo ministero Badoglio, con sede a Salerno, ove tutti i partiti cosiddetti antifascisti andarono a collaborare.

L'assalto ai portafogli ed ai sottoportafogli si manifestò, così, in seno ai nuovi aggregati politici, infetti da lue fascista. L'ambizione e la vanità dominarono la nuova situazione, e, fra tanto disorientamento, si perdette di vista il duplice obbiettivo centrale: annientamento del fascismo e rovesciamento della monarchia.

Il tentato convegno dei Comitati di Liberazione, in Napoli, ove fui nel dicembre 1943, e il fallito congresso di Bari. del gennaio 1944, al quale partecipai avvilito e disgustato, furono sintomatici.

Quando, nella primavera del 1943, gli alleati sbarcarono a Trapani, e cioè quando si cominciò ad avvertire puzzo di cadavere, qui, nel meridione d’Italia, gli avventurieri della politica, gli opportunisti pavidi del passato, gli istrioni fortunati, misero la testa fuori del loro guscio. E furono, poi, egoisti, sostenitori d’interessi inconfessabili, sordi alla voce del dovere, ciechi verso quanti — pochi, invero — amici, compagni, conoscenti, avevano con essi condiviso un ventennio di umiliazioni, di privazioni, di soffocamento politico, morale ed economico. Cosi si assistette, per dirne una, allo spettacolo recente (esempio tipico d'immoralità politica) di 230 Consultori fascisti, che si sovrapposero complici le direzioni dei partiti, all'elemento migliore dell'autentico antifascismo
italiano.

Mentre a Roma e nel Sud ciò avveniva, nel Nord migliaia di giovani s’immolavano per il trionfo della democrazia e in difesa della libertà e dell'onore d'Italia!


Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
Torna all'indice

 

Se vuoi contattarci usa gli strumenti messi a disposizione da Facebook o Google Connect. Grazie.