Logo dei Martire
Stemmi della Famiglia Martire
Martire in Italiano  Spagnolo  Inglese

 

Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
Torna all'indice

 

II. Infanzia e prima giovinezza

Mario Martire, nato a Cosenza 32 anni or sono, apparteneva a famiglia calabrese, oriunda di Pedace. ove i suoi maggiori avevano lungamente vissuto, nel culto delle scienze, delle lettere, delle professioni liberali.

Un Domenico Martire, uomo di lettere, nel 1600 legò il suo nome all’opera pregevole che s‘intitola Calabria Sacra e Profana, in due volumi, pubblicato, il primo a cura della
Provincia di Calabria città, e custodito, il secondo , nel manoscritto nelle biblioteche Vaticane. Di Lelio Martire, avvocato e letterato del 700: arcadico e metastasiano, è traccia negli scritti di E Scaglione e di F. Vaccaro.

Lorenzo Martire, medaglia d’oro dell’ordine di S. Costantino, vissuto nella Corte di Napoli, ai tempi di Carlo III, fu fra i più noti difensori del suolo calabrese, nell'epico
periodo che va dagli albori della Rivoluzione Francese al crollo Muratiano (1789-1811).

Pietro Martire, sacerdote, letterato, patriota, conobbe i rigori delle Grandi Corti Criminali e la desolazione delle celle affossate del Castello di Cosenza. Filomeno Martire, tenente medico garibaldino, fu, con numerosi pedacesi, tra i volontari delle Campagne del Risorgimento; e i brandelli della sua camicia rossa, una delle poche ancora superstiti, apparve tra i cimeli della mostra organizzata qui nel 1937; per la celebrazione del Martiri del ’44.

Francesco Martire, avvocato insigne, giurista, deputato per 5 legislature al Parlamento Nazionale, creatore della complessa legislazione silana fu, a Firenze e a Roma, in Parlamento, della pattuglia illustre che, con Nicotera, i Cairola, De Pretis P. S. Mancini, sintetizzava la cultura, l’ingegno, il patriottismo italiani.

Ricca di queste tradizioni familiari, l'adolescenza di Mario Martire rivela la natura esuberante, irrequieta, ardimentosa dell'uomo che doveva, poi, dell‘ardimento fare costante consuetudine di vita.

Alto, bruno, snello; sportivo entusiasta, egli, ancora fanciullo, eccelle nello sport che più lo appassiona; sicché nella squadra dei calciatori dilettanti cosentini è il più quotato.

Appassionato di fisica, e specialmente, di storia, egli nutre la sita giovinezza della ricca letteratura epica e patriottica dell'800, celebrante i fasti dell'epopea napoleonica e le campagne del Risorgimento Italiano.

Appassionato d’automobilismo, ricercatore di emozioni sempre più forti, è preso dalla febbre del volo. L’insegnamento dannunziano: “volare necesse”, che tanto sconvolse e intossicò la gioventù del nostro secolo, signoreggiò la sua esistenza.

Cosi, frequentando il 3zo Corso di Scienze Economiche e Commerciali, nell’Università di Napoli, egli - ritardatario di leva, perché stridente — d'un tratto si arruola in aviazione, superando il veto dei familiari.

In Grottaglie, campo scuola, ove lo visitai di li a un mese, Mario Martire, mostrandomi i resti di numerosi velivoli ammucchiati in un angolo della pista di lancio, mi diceva: questo è il cimitero degli aeroplani, col tono semplice e naturale di chi si sente estraneo ai rischi mortali dei primi voli.

Pensai, allora, fremendo, che quella ferraglia contorta e abbruciacchiata non era, no, il cimitero delle cose senz'anima, ma era invece la rappresentazione viva e raccapricciante di cento drammi e di cento lutti, Quanti giovani, caduti per non più risollevarsi, tra quei resti informi, avevano cosi posto fitte a ingenui, radiosi sogni d'ardimento e di gloria!

Compresi pure su quale via Mario si era cacciato; e lo vidi perduto, lo sentii perduto. Disperai di lui fin da quel giorno, lontano ormai nel tempo e nella ricordanza!!

Ma che farci? Vocazione è moto interiore dello spirito, che chiama l'uomo, istintivamente ad abbracciare una data condizione di vita. Se l'Umanità non avesse avuto, in tutti i tempi pattuglie audaci di pionieri, ben poca strada avrebbe fatto, nel suo lento andare.


Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
Torna all'indice

 

Se vuoi contattarci usa gli strumenti messi a disposizione da Facebook o Google Connect. Grazie.