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Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
La congiura - Arresto e deportazione - Mauthausen, città ermetica - La fine orrenda
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I. Il 17 febbraio 1945


Questa evocazione è un tributo di ammirazione e di affetto, che, come fratello e come cittadino di Cosenza, rendo alla memoria del Capitano Pilota Mario Martire fu Francesco, cosentino di buona tempra, a distanza di due anni dalla sua dipartita.

La data funesta, che segna il titolo di questo primo capitolo, porta in se, nella sua dizione aritmetica, l'impronta d’un fato avverso, che stroncò una giovane esistenza alla vigilia del crollo nazista, e proprio quando l'alba della libertà spuntava sull'orizzonte dell'infelice Patria nostra.

Il 17 febbraio 1945, le prime ombre della sera, là, nell'inferno gelido di Mauthausen, fra nevi e fame, si stendevano sul corpo ischeletrito d'un Soldato valoroso, patriota autentico, distruggendone la forma umana al calore del forno crematorio.

Disperse dal Furore teutonico, in terra nemica, le ceneri di Mario Martire, l' Eroe balza
fuori dal rogo infante, per assurgere, nella ricordanza, a simbolo della martoriata gioventù d'Italia, nel periodo più oscuro della nostra storia.

Cuore d'acciaio, volontà di ferro, nobiltà d'animo, generosità di carattere, coraggio temerario, temprato a cento rischi, fede ingenua e ardente nei più alti ideali umani, spirito irrequieto e ardimentoso ....

Dal I7 febbraio 1945 tutto questo — è cosi, cosi purtroppo — diventa una memoria, cara a quanti conobbero in vita il giovane Capitano Martire, carissima a quanti sanno del suo sacrificio volontario, nei particolari orrendi, che sono ormai acquisiti alle pagine più fosche dell’ultimo triennio di tragedia nazionale.

Nel tempo in cui l’egoismo umano impera; nell'ora del crollo di tutti i valori morali, che, ruinando, trascinano nel loro vortice l’onore dell'intero Paese; nell'età del baccanale e della lussuria; fra tanta febbre d'oro o di piaceri, il sacrificio di coloro che immolarono la vita sull'altare della Libertà fu vano? Vede già il nostro continente spuntare un medioevo moderno, cosi come vide spuntare un medioevo dorico e un medioevo cristiano? Non so! Vi è chi dispera. Comunque, noto che un velo d'oblio cade già sui nostri Martiri, di cui più non si ragiona, all’indomani dell’o1ocausto di sé stessi!

Tristizia dei nostri tempi rie!
Nella trascuranza verso i suoi figli più degni, sta l’abbassamento del grado di civiltà d'un popolo, al rango delle razze inferiori.

Ma qui, da noi, non sarà cosi. La bufera ha infuriato sulla nostra terra, L’uragano ha tutto travolto, e un vento gelido di desolazione e di morte spira sulle macerie della Patria, ove la vita è ridivenuta dura e primitiva. Tutto è disordine, arrivismo, arrembaggio, intorno a noi. Tornerà il sereno; dalle profondità generose delta stirpe, la nuova linfa farà rifiorire la vita, e con essa, quanto la fa degna di essere vissuta.

Allora i nostri morti avranno,nelle giuste onoranze, il premio conquistato col sacrificio spontaneo del supremo loro bene.


Il 17 febbraio 1945 - Infanzia e prima giovinezza - La brillante carriera - La guerra mondiale - Il crollo del fascismo - Ramingando -
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