Logo dei Martire
Stemmi della Famiglia Martire
Martire in Italiano  Spagnolo  Inglese


Domenico Martire
(1634-17??)

E' nato a Perito (Pedace, Cosenza), il 18 ottobre 1634 da Stefano Martire e da Beatrice Durante, studiò filosofia e teologia morale nel Monastero, del Gesù di Cosenza.
Il 12 marzo del 1568, fu promosso al sacerdozio del Vescovo Frantone di S. Marco Argentano, e il 28 marzo dello stesso anno, celebrò la prima Messa nella Chiesa di SS. AA. Pietro e Paolo di Pedace, della quale, nel 1669, fu nominato parroco.

Uomo dotato di grande intelligenza e forte valenza umanitaria, manifestava continua sete di conoscenze e di cultura, che riusciva a soddisfare in pieno, portandosi spesso fuori dal proprio paese. Napoli e Roma, furono spesso le mete preferite per perfezionare nella quiete tanto amata i suoi studi teologici e monastici.

Molto portato per gli studi storici, si dedicò anche alla ricerca degli usi e dei costumi del mondo religioso e civile della Calabria e di Pedace in particolare. Non è certa la data della sua morte, che comunque avvenne dopo il 1704, lontana da Pedace.

Domenico Martire scrisse importanti bibliografie di uomini illustri, "La platea", e quel grande, pregevole trattato, praticamente un opera enciclopedica: "Calabria Sacra e Profana", che costituisce ancora oggi, necessario punto di riferimento per chiunque voglia compiere ricerche e studi storico-religiosi sulla calabria del passato.


Calabria Sacra e Profana

In quest'opera colloca tra l'altro la vita del "Beato Gioacchino di Celico" insieme a quella di tantissimi personaggi religiosi e laici, fra i quali anche alcuni dei primi seguaci di Gioacchino.
L'Opera non è stata mai pubblicata fino al 1877/78, quando uscirono i due volumi de La Calabria Sacra e Profana, pubblicati dalla Tipografia Migliaccio di Cosenza.

Informazioni sul manoscritto gentilmente fornite nel nostro Forum (sezione Progetti)* dallo studioso Peppino Curcio
Il testo scritto tra il 1677 e il 1698 è composto da quattro grossi tomi (circa 250 pagine ciascuno) scritti a mano.
I primi due tomi che compongono il primo volume trattano della Calabria Sacra ovvero di questioni riguardanti la vita di santi, di beati di uomini di chiesa e di cose chiesastiche. Il terzo e il quarto, dovrebbero parlare di luoghi della Calabria, di personaggi, di natura, di toponimi, ecc.

Intorno al 1900 una parte dell'opera è stata trascritta a cura della Deputazione Provinciale di Cosenza, ma solo il primo e parte del secondo tomo. Il resto rimane da trascrivere.

Ho inviato tre foto: Nella prima si vede un appunto scritto dalla biblioteca del Senato a Roma in cui si dice che l'opera è stata custodita in quella biblioteca fino al 1933. Come mai si trovasse lì non è chiaro. Forse perché gli ultimi anni della sua vita Domenico Martire (egli era un frate Francescano dell'ordine dei Minimi) li trascorse proprio a Roma (secondo quanto afferma Gustavo Valente che ha trascritto la Platea dei possedimenti della chiesa di Pedace - scritta dal nostro - e, ci dice in quello scritto, che egli si è recato presso la casa generalizia dei frati minimi per cercare notizie invano).

Nella seconda foto c'è in sintesi la vita dell'abate Gioacchino da Fiore. Nelle pagine precedenti ne parla con più approfondimento.

La terza foto riguarda le notizie sulla chiesa (grancia di San Martino di Giove) dove l'abate Gioacchino morì nel marzo del 1203.

Gustavo Valente riporta nella introduzione alla suscritta platea (Gustavo Valente, Pedace negli scritti di Domenico Martire, Fasano Editore, Cosenza, 1977) le pagine del La Calabria Sacra e Profana dove Domenico Martire parla di se quando scrive di Perito, frazione di Pedace:

"Nell'anno 1634 nacque in detto casale da Stefano Martire e Beatrice Durante coniugi, e proprio a 18 di ottobre verso la mezza notte precedente, e fu battezzato col nome di Luca Domenico Luca fugli imposto per esser nato nel dì natalizio di detto Santo, Domenico fu per voto dà loro genitori fatto al Padre Santo che havevano fidati tutti loro figli nella speranza dell'anno precedente e fu vestito nella sua fanciullezza coll'abitino religioso di detto santo... "

Domenico Martire divenne sacerdote di Pedace e in tale veste scrisse la Platea di cui sopra. poi divenne il parroco della Cattedrale di Cosenza e, mi pare, scrisse anche la Platea della Cattedrale. Le tre pagine sono custodite e sono state consultate presso l'Archivio di Stato di Cosenza in Via Miceli.

* Molti di noi vorremmo vedere trascritta l'intera opera di Domenico Martire. Se sei della stessa opinione, partecipa al Forum, ed insieme magari potremmo riuscirci davvero!

Se hai conosci un Martire che sia degno di trovarsi in queste pagine, scrivici, e pubblicheremo la sua storia in queste pagine!

 

Foto n. 1

Foto n. 2

Foto n. 3


 

Se vuoi contattarci usa gli strumenti messi a disposizione da Facebook o Google Connect. Grazie.